| Riflessioni attorno ad
unimmagine di Tono Zancanaro 1. Concetto Marchesi, che di Tono
Zancanaro è stato amico e, probabilmente, maestro e
guida allinterno del mondo della "cultura
classica" greco-romana (è stato un eccezionale
insegnante di latino in una delle più prestigiose
università italiane), dà alle stampe nel 1950 una sua
riflessione su Lucrezio. Quando dunque Zancanaro pone
mano a quella straordinaria figura femminile, Brunalba,
che compare per la prima volta in una linoleumgrafia del
1960, conosce senzaltro il testo dellamico,
e, attraverso quel testo, ha approfondito lo stupefacente
omaggio poetico alla vitalità della natura e
dellamore, rappresentato dallInvocazione a
Venere che apre il primo, dei sei libri dedicati alla
"Natura": "E poiché tu soltanto
(sottinteso: Venere) / vivifichi e governi la
natura" sei presente in ogni luogo: "per gli
ampi mari e per i monti, / pei travolgenti fiumi, / per i
nidi frondosi degli uccelli, / pei campi che sconfinano
nel verde, / infondendo su tutti un dolce amore, / fai
che gioiosamente / propaghino la vita in ogni
specie".
Il riferimento alle forze dellamore viene spontaneo
forse per ogni figura femminile, che abbia rappresentato
una occasione di riflessione per Zancanaro; facile dunque
accostare le donne di Tono a quella forza da cui siamo
partiti, con quel riferimento alla classicità, che i
versi di Lucrezio rendono tangibile; anche la
sottolineatura che viene al lettore attraverso i nomi,
che lartista utilizza per i suoi personaggi
femminili, del resto, da Levana, a Circe, a Flora
Selinuntea, porta a riflettere sul rapporto che egli
aveva con la cultura classica e con la cultura
dellamore che era propria delletà classica.
Anche allinterno della costante polemica di
Zancanaro con il mondo cattolico, se laspetto
essenziale /probabilmente prioritario, considerato il
clima postbellico) è costituito dalla adesione politica
al Partito Comunista, un elemento non minore va
senzaltro attribuito alla distanza che Tono avverte
tra la sua concezione della vita (e dellamore) e
quella che viene dalla storia e dalla riflessione del
mondo cattolico. Per Tono lamore è vitale e
gioioso; non esiste "peccato", né, tento meno,
il rimorso per un peccato commesso (almeno
nellambito delle relazioni amorose); per Tono
lamore, come la Venere lucreziana, è uno spirito
vitale che si espande su tutti, e va lasciato espandere
perché da esso non può che derivare un piacere, e
dunque un bene.
Lincontro con la donna, per Tono è lincontro
con la vitalità (forse con la vita stessa).
Quando Zancanaro elabora limmagine di Brunalba,
oggetto delle nostre riflessioni, ha già alle spalle una
serie di figure femminili, cui di necessità dobbiamo qua
e là fare riferimento.
Forse sarebbe più corretto dire, quando Zancanaro
incontra Brunalba; o incontra una Bruna cui lega il nome
dellaurora?; nel 1960, quando lartista mette
mano alla figura di Brunalba, è un uomo maturo: ha
superato i cinquantanni; e, per la cultura del
tempo, è un anziano.
Lincontro con Brunalba scatena il suo vitalismo; la
raffigurazione della bellezza di Brunalba su cui
dovremo necessariamente tornare- rappresenta una risposta
indiretta a quelladagio, in cui Zancanaro non si
identifica: Tono non vuole essere un anziano, o, peggio,
un vecchio; sente in sé la vitalità di un desiderio,
che letà non ha attenuato ma forse, e per
vie diverse, esaltato-. Lincontro con Brunalba
appare dunque come lincontro con lamore
vivificante, da esaltare contro tutti i pregiudizi del
tempo; per questo Brunalba, che appare come una rapida
cometa nel cielo di Tono, manifesta anche caratteri
abbastanza singolari, su cui vale la pena di insistere.
2. Il carattere specifico della figura di Brunalba è
inquadrabile in un realismo rappresentativo, in una
particolare fisionomia (genere che non appartiene a
Zancanaro), che serve a dar conto di unimmagine
veritiera della donna; con Brunalba, Tono sembra
immedesimarsi in un sogno damore.
Per entrare nelluniverso femminile di Zancanaro,
occorre risalire alla prima figura del suo universo
femminile, a Levana (o Galassia), personaggi che dominano
a lungo il mondo poetico del pittore padovano, occorre
risalire alla sognante fanciulla della "Antica
Locanda", un "interno" dai forti contrasti
chiaroscurali, rappresentato tra realtà e sogno, dove
tutto è reale, e tutto è sognato, dove i termini e gli
elementi della realtà servono a dar vita ad un mondo
onirico, a partire dal vecchio attaccapanni, che delinea
sulla parete unombra sinistra (di morte). È vero
che Levana compare inizialmente come "La bella del
Pra"; tuttavia è nella locanda con alloggio
che Levana assume i caratteri che le sono propri, diviene
personaggio, si trasforma da immagine evocata a figura a
personaggio, si trasforma da immagine evocata a figura a
dimensione reale, caratterizzata nelle situazioni
quotidiane (e *** ) di una trattoria-locanda, che sembra
offrire ospitalità e amore.
Risalire a Levana significa riprendere ab ovo il
tema femminile, così come appare in Zancanaro: il
pittore ha sempre (fin dai nomi) trasfigurato le sue
donne, anche se la maggior parte di loro appartiene alla
vita, alla sua individuale biografia (ma serve alla
comprensione artistica un dettaglio danagrafe?). Le
donne di Tono, se pur partono da uno spunto reale, se pur
appartengono alla realtà dei suoi rapporti, e in molti
casi seguono il destino umano di Zancanaro a lungo, negli
anni, vengono sempre elevate al rango di personaggi: sono
figure, in definitiva, che derivano dalla sua fantasia
più di quanto derivino dalla realtà.
Tale operazione appare necessaria per due ragioni: la
prima è quella artistica. Zancanaro è legato,
sotterraneamente legato, alle accensioni fantastiche,
tipiche del surrealismo. nella ricostruzione
delluniverso artistico, che avviene negli anni
venti, dopo le avanguardie storiche, la poetica surreale
volle dar vita ad un mondo "impossibile", al
mondo sognato, tra desiderio e sfrenata fantasia. In
questa visione, gli elementi della realtà sono stimolo,
riferimento di partenza; ma li sovrasta
lautomatismo della mano e la libertà del volo
fantastico, che tutto modifica. Il pittore aderisce
naturalmente allincedere surreale, in virtù di una
fantasia che anima le cose, dà vita agli oggetti
inanimati.
In questo contesto speculativo, ogni realtà anche
lantico palazzo padovano- si trasfigura e diviene
altro: le statue del "Pra della Valle"
appaiono come vivificate, sembrano muoversi, scendere dai
piedistalli e dialogare con le loro ombre, così come le
figure degli affreschi dei palazzi padovani sembrano
voler uscire dai muri e muoversi in una danza senza
musica, come fossero persone vive.
La libertà che deriva a Zancanaro dalladesione
(mentale, forse inconsapevole, poco importa) al
surrealismo non consente una stretta e diretta relazione
tra personaggio e persona: la persona funge da spunto, ma
la realtà poetica tutto trasforma.
La seconda condizione, che funge da volano poetico
delluniverso femminile, va inquadrata
allinterno dellideale, del mondo di sogno
dellartista padovano; tanto vitale nelle sue
relazioni, tanto poetico e alto- nelle sue
trascrizioni. Zancanaro ha desunto dalla lettura dei
classici limmagine dellessere perfetto,
figura ideale identificabile nellessere androgino,
degno damore. Ogni straordinaria fanciulla, nella
lunga serie delle sue donne, ha il doppio registro della
concretezza e dellastrazione, della verità fatta
di palpiti e di membra formose, e di unaura che
apre allaltrove, supera la materialità quotidiana:
per questo, un che di adolescenziale e androgino appare
come il connotato sotterraneo di ogni personaggio, così
che ogni figura femminile diventa, di volta in volta, una
straordinaria invenzione, a metà strada tra il
giovinetto adolescente e la giovane ragazza in modo
analogo e opposto, anche alcuni giovani sembrano
assumere, sotto la penna affettuosa di Tono, alcuni
caratteri femminili, così da diventare anchessi
esseri androgini.
È la condizione dellamore: forse una condizione
che, inconsapevolmente, supera la carne, e rinvia alla
contemplazione: anche per questo, nei ritratti, la
fanciulla (del momento) viene raddoppiata nella
rappresentazione (con un altro da sé, che amplifica
senza modificare); per lo stesso motivo, quando Zancanaro
rappresenta la coppia (maschio e femmina) i due
componenti sono collocati vicini e lontani, ravvicinati e
allontanati nello stesso momento, così da tradurre un
tentativo di amore, realizzato più nella mente, che col
corpo.
I due termini di riferimento, decisivi per cogliere la
relazione di Tono con la donna, portano spesso a superare
i termini della fisionomia: tale disposizione non esclude
quel valore vitalistico dellamore, come forza che
muove luniverso, da cui siamo partiti, ma forse lo
esalta nella superiore sfera dellarte. La
connotazione androgina serve a dar disperata consistenza
allamore impossibile; la donna di Zancanaro è
"il simbolo di un eros tanto splendente quanto
inaccessibile: di un eros che custodisce
unambiguità permanente".
3. Brunalba occupa tutto il decennio sessanta, in forme
quasi assolute; ben è vero: la sua presenza si prolunga
anche nel decennio successivo, ma, con il decennio
settanta, viene via via sostituita da altre figure
femminili.
Il decennio sessanta è caratterizzato da Brunalba, da
Cesenatico, dalla comparsa dei balli moderni, tra cui
Zancanaro sembra preferire, dal punto di vista del
movimento e dellassembramento di giovani figure di
danzatori, il madison e il twist. Laltro
riferimento essenziale, che definisce in termini
concreti, la figura di Brunalba, è Punta Nord, località
reale di Cesenatico.
È chiaro dunque che Bruna è figura vera (dove Bruna è
sia nome proprio, che indicazione fisica: carnagione e/o
capelli): è persona concreta, incontrata al mare, nel
momento in cui lItalia si apre alla cultura e
consuetudine delle "ferie dagosto" , fa
propria, a livello di massa (non più di ristrette
minoranze), la riviera adriatica (specie romagnola) e le
vacanze al mare, scopre soprattutto il divertimento
collettivo che si avvia verso forme sempre più di massa;
in quegli anni, siamo ancora tra il popolare e
lanonimato della massa. È lItalia della
"Seicento", che conosce i riti collettivi e
sociali derivanti dal lavoro industriale, che sogna
lavventura estiva liberandosi, forse per la prima
volta in forme consolidate, dai tabù del sesso:
unItalia serena, protesa verso un futuro che si
misura in termini di ottimismo.
Brunalba si confonde e fa tuttuno con i balli
estivi, con il mare, con lentrata collettiva in
acqua, quasi si aspettasse un segnale per essere insieme
anche nel momento più individuale del nuoto (ma forse è
unItalia che ancora non sa nuotare, non ha scoperto
la piscina e i successivi riti corali e urbani degli
apprendimenti sportivi obbligati: tennis, nuoto, sci).
Zancanaro coglie tutto questo nuovo modello sociale che
avanza, avverte questo ottimismo che si carica di futuro,
e saggiamente lo intinge nelle disillusioni, che sono il
portato più profondo, il controcanto dellItalia al
mare. Anche dal punto di vista individuale, Zancanaro ha
ragggiunto la notorietà (e la sicurezza economica); per
fama gli affidano la cattedra di incisione a Ravenna; per
fama è chiamato in numerosi spazi espositivi. Non
mancano i crucci, i tormenti di una vicenda politica che
non si scioglie, non manca la disillusione per il non
raggiungimento di quei risultati democratici, che si
erano pur sperati (è la disillusione che avrà nome di
"68"): identifica tutta questa temperie
storica, fatta di slanci e riflessioni, con questa
stupenda giovinetta, che ha il sapore della sua terra.
Brunalba è grande è forte, i capelli lunghi e appena
mossi, si distende serena e sicura sul materassino
galleggiante, appare fiore inusitato tra le foglie del
loto, offre il suo corpo, leggero come onda marina, nelle
chiare notti romagnole. Con un gioco di parole non nuovo
per Zancanaro, diviene Brunanotte, ad indicare serate
fastose, quando la luna compare nel cielo, e i giovani
hanno la straordinaria bellezza degli dei
dellantica Grecia: Brunalba si accompagna spesso
con un giovane, che ha limmagine di Apollo, nella
iconografia zancanariana.
Anche alcuni caratteri fisionomici portano ad
identificare Brunalba con una giovane donna romagnola,
cui Zancanaroaggiunge un nome aurorale, con la festosa
realtà di un universo sociale in progress: il pittore
rimane sempre vigile e attento nei confronti dei più
vasti problemi della politica (si pensi alla serie
dedicata allAlgeria, allinizio degli anni
sessanta, quasi in concomitanza con lesaltazione di
Brunalba, o a quella del "Gibbo che
rifiorisce"); ma la sua tensione amorosa, quando
parla di Brunalba, prende il sopravvento, e tutto sembra
stemperarsi in una atmosfera magica: è la fanciulla che
respira laurora, dopo una notte damore, ma
anche quella che si distende coperta solo di fiori tra le
dune delle spiagge pubbliche, spiata dal giovane ragazzo
che sembra richiamare i riti antichi di
"Amarcord". A volte il materassino diviene
foglie di loto, a volte giaciglio; in altre immagini, il
richiamo damore appare come una fotografia che
recupera gli andamenti di una riproduzione
cinematografica, e, nella maggior parte dei casi,
Brunalba si confonde con il festoso popolo della notte di
Cesenatico, si scatena nel "madisonico twist",
offrendo limmagine della sua straordinaria bellezza
attraverso una danza che, scomponendole le vesti, ne
mette in risalto e a nudo le forme: "Ferragosto a
Cesenatico", 1963, è in questa luce unopera
emblematica, che sembra riassumere tutti gli aspetti che
abbiamo indicato.
Individuato il modello essenziale, più concreto e
realistico, rispetto al modello tipico delle donne
zancanariane, il ritorno successivo, oltre il 1963-1965,
di Zancanaro sul tema di Brunalba, poco aggiunge in
sostanza a quanto già osservato. Brunalba è la forza
dellamore, la verità travolgente della bellezza e
della giovinezza, il sogno imposibile ma reale- in
una realtà che ha troppo spesso più stringenti
richiami. Attraverso Brunalba, Zancanaro sembra voler
abbandonare per un attimo i crucci della politica, le
inquietudini dellesistenza, per abbandonarsi
finalmente ad un amore concreto, possibile, odoroso come
le notti destate: e Brunalba assume ad un tempo,
anche attraverso il nome, la cadenza della note
("bruna") e quella aurorale, gioiosa, aperta e
disponibile verso il futuro.
Brunalba, Punta Nord, Cesenatico, il twist appaiono
dunque come i termini di una realtà felice, attraverso
cui Zancanaro sa esprimere quello spirito vitale che pare
essere la caratteristica dellamore, quando manchi
lidealizzazione, la distanza che caratteriuzza la
scrittura poetica di Zancanaro: la concreta bellezza
carnale e sensuale, di Brunalba aiuta il pittore a
scendere nel concreto, a compromettersi anche nella
dimensione affettiva; essa sopravvive a lungo, forse
nostalgicamente, nella memoria del pittore padovano: e il
ritorno a Brunalba, anche in epoche successive
allincontro con la fanciulla romagnola, si spiega
in virtù di questa straordinaria concretezza, di quella
forza vitale che Brunalba e/o lamore rappresentano.
Tale presenza si traduce anche sul piano dellagire
grafico: come è noto, Zancanaro ha sempre utilizzato tre
differenti registri espressivi, allinterno del suo
mondo segnico. Il più diffuso è costituito
dalladesione ad un modello segnico narrativo,
legato forse alle formulazioni realiste (tra la fine
degli anni trenta e la prima metà degli anni cinquanta),
intinto magari in una sorta di "popolarità"
colta, così come accade, tra le due guerre, per autori
come Rosai, autori ad un tempo colti e popolari. È il
segno verisimile, che contiene in sé un che di eroico,
una sotterranea forma di epopea, che delinea e sfuma, dà
allimmagine il carattere di rappresentazione
narrativa e aneddotica di un evento.
Laltro, più elaborato, mondo segnico, è
costituito da un infittirsi dellintreccio, che
sprofonda limmagine nei neri, che escono con colpi
di luce, simbolici più spesso che reali, rappresentati
dal bianco del foglio: è il segno che ripercorre con
insistenza il suo cammino, si sofferma per contrasto,
leggerissimo, sui particolari più emozionanti, scandisce
con un profondo nero lelaborazione
dellimmagine, come se tutto scaturisse quasi
sorgivamente, dal mondo stesso della mano che delinea
automaticamente segni senza guida. È il risultato più
mentale, alto ed elaborato, delluniverso grafico di
Zancanaro, legato alle scansioni surrealiste, che sono,
come abbiamo detto, il sostrato profondo della sua
visione poetica.
Infine il terzo registro segnico è quello che rivela la
partecipazione diretta del pittore al modello; è il
segno netto, inciso senza pentimenti, che non solo mostra
una "maestria" eccezionale (daltri
tempi), ma indica come il "prelievo" dal mondo
della realtà avvenga per percezione diretta e sintesi di
contorni. È il mondo più noto, più fresco e spontaneo,
quello cui Zancanaro affida le sue divagazioni in forma
di pensieri espressi ad alta voce.
Ed è in questo terzo universo che ritroviamo, di
necessità, più spesso, Brunalba. Zancanaro vuole
assaporare la bellezza della fanciulla senza mediazioni,
come se la trasponesse, viva e vitale, sulla tavola; e il
suo segno (non si dimentiche che il primo incontro è una
linoleumgrafia, una tecnica basata sul segno bianco che
emerge, netto, su un fondo iscurito dal passaggio
dellinchiostro) appare lineare e solenne, diretto e
senza tentennamenti. Anche là dove la lastra viene
ripresa, approfondita attraverso stati successivi, rimane
la necessità di questo straordinario segno, che, forse
unico, può tradurre quella molteplicità di eventi
mentali, emotivi e poetici, di cui abbiamo tentato una
forse troppo sintetica lettura.
Brescia, maggio-giugno 1997
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