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Tono e la tecnologia |
TONO ZANCANARO PITTORE LITOGRAFO Codice pubblicazione A S T Z: 4206 |
| bibliografia dell'autore | |
Per qualche tempo Tono lavorò anche nell’officina del padre, e oltre che geneticamente è sicuro che una parte del fervore creativo dal padre passasse al figlio attraverso il “fare”, assieme alla curiosità sul perché delle cose, e sul funzionamento delle macchine. Tono amava definirsi “un buon alfabeta”. Era cosciente del fatto che la sua preparazione culturale era stata tardiva, dovuta inizialmente al rapporto con i fratelli Deschi, con i quali aveva lavorato nella Banca Unione Commerciale, e che lo avevano introdotto alla lettura, principalmente dei grandi autori russi. Tono deve la sua formazione soprattutto all’amicizia con il medico-umanista Giorgio Rubinato, che da subito capì il valore artistico e la capacità di Tono Zanacanaro, e lo indirizzò verso letture più regolari, guidandolo. Quando Rubinato fu inviato come medico militare nell’Africa Orientale Italiana, continuò a scrivere quasi quotidianamente a Tono, sulla leggera carta velina usata per la posta aerea, dando indicazioni per le letture, suggerimenti tecnici, addirittura prevedendo quelli che sarebbero stati gli sviluppi futuri dell’arte di Tono. Oltre che con Giorgio Rubinato, Tono strinse amicizia con il matematico Eugenio Curiel, che gli aprì la visione politica della sinistra italiana, e del PCI; con il medico Massimo Aloisi, che gli fu vicino fino alla morte; con il farmacologo Egidio Meneghetti; con l’ingegnere Rino Pradella. Questo solo per citare alcuni personaggi di cui meno si è parlato con riferimento alle amicizie importanti nella formazione umana, artistica e politica di Tono, dove si è dato più spazio agli “umanisti” quali Ettore Luccini, Alfonso Gatto, Leonardo Sciascia, Mario Rigoni Stern o Andrea Zanzotto. Ma per Tono un “umanista” era uno studioso a tutto campo, come Leonardo da Vinci, che non si fermava ad un aspetto della nostra conoscenza. La frequentazione di Tono con gli ambienti scientifici universitari dimostra la sua curiosità per la “conoscenza”, per la ricerca anche non finalizzata immediatamente all’utilità, ma come fine dell’uomo. In effetti tutta la vicenda artistica di Tono è una continua ricerca, una evoluzione non solo del suo modo di rappresentare e definire il bello” graficamente, ma anche tecnicamente. Ecco allora Tono provare tutte le tecniche artistiche (olio; pastelli; carboncino; gessi; gouache; frottage; china a tratto; acquarello; arazzo; incisione in cavo, in piano, in rilievo; terracotta; bronzo; vetro; mosaico, ecc.), e cambiare il soggetto del suo lavoro man mano che la sua storia si svolge (i pensionati e gli emarginati iniziali; i paesaggi; il Gibbo; la Levana; la realtà polesana; il lavoro delle mondine; il mondo delle fabbriche; Brunalba; i carusi; la Cina; la Sicilia; Roma; la Divina Commedia; Circe; il Satyricon; Luisa; Boccaccio; Aelle; costumi e scenografie; le ville venete; la Magna Grecia; Venezia; Leopardi; …). Un lavoro enorme, sviluppatosi in oltre 50 anni di attività artistica, di ricerca continua; di contatto con l’uomo per conoscerlo, valutarlo, aiutarlo. Una lotta per essere “l’ultimo anello della catena che io chiamo umana” come Tono diceva, È continua ricerca del “bello”, istante di vita presente in tutti noi durante la nostra metamorfosi dalla fanciullezza all’adolescenza. Oggi diremmo con un termine quasi sconosciuto allora, che la bellezza è virtuale. Tono ha conosciuto il personal computer, anche se non era lo strumento che oggi utilizziamo. Il primo PC che abbiamo comperato era un Apple II Europlus, con ben 64K di memoria e due floppy disk da 5”1/4 : veniva usato per le prime catalogazioni, stampa di etichette postali e corrispondenza. Non ha fatto in tempo a vederne gli sviluppi successivi, e come sia stato usato per il suo lavoro: oggi tutte le sue opere note sono catalogate nei PCdell’Archivio Storico Tono Zancanaro, con le biografie, la bibliografia, gli scritti editi e inediti su di lui, ecc. Certo quella macchina lo incuriosiva, apprezzava la rapidità con la quale svolgeva il suo compito, si rendeva conto che il PC è uno “stupido” esecutore di ordini, più di quanto oggi molti capiscano. Ma chi immaginava nella prima metà degli anni ’80 che tutta la sua opera litografica nota sarebbe stata messa in un CD-ROM, per poter essere comodamente “sfogliata” ed utilizzata, permettendo a persone che si trovano fisicamente a centinaia di chilometri di distanza di lavorare, in maniera sincrona od asincrona, sui suoi fogli, discutendo, confrontando, ricercando … E che dire del suo sito in Internet, all’URL http://www.tono.com, ovviamente visibile in tutto il mondo, visitato giornalmente da decine di persone, che inviano molte richieste di informazioni o complimenti per e-mail? Tono voleva sapere, era curioso, ed a questa sua curiosità era dovuta la sua indole fanciullesca giocosa, avida di conoscere e sperimentare. Questo uso del suo lavoro, questo CD-ROM, dedicato ad una ampia diffusione gli sarebbe certo piaciuto, ed a chi avesse in qualche modo criticato l’iniziativa, avrebbe certo detto che doveva essere studiato come fenomeno, degno del test di Katz. Grazie Tono, perché continui ad essere con noi. |
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