Sabato 13 febbario 1999 ai
Giardini dell'Arena,
a fianco della cappella degli Scrovegni, è stato scoperto
il busto in bronzo dedicato a
TONO ZANCANARO

realizzato dallo scultore Piero Perin.
Il monumento è stato scoperto dal sindaco di
Padova, Flavio Zanonato,
e dal vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto Elio
Armano,
che di Tono furono amici

(Zanonanto e Armano che scoprono il
busto,
in primo piano lo scultore Piero Perin autore dell'opera,
e dietro il critico Giorgio Segato)
Durante la cerimonia sono intervenuti, il Sindaco di Padova, Elio Armano,
il professor
Vittorio Dal Piaz in rappresentanza dell'Università degli Studi di Padova,
Manlio
Gaddi dell'Archivio Storico Tono Zancanaro, ed il critico Giorgio Segato.

(la folla presente alla cerimonia)

(dopo la cerimonia, il ricevimento nel
giardino del museo Civico)
Ha scritto il Sindaco di Padova sull'invito:
"A TONO
Ci è parso cosa giusta che la civica amministrazione di Padova onorasse l'artista che
più ha segnato Padova in questo secolo, con un'erma e un busto bronzeo nei Giardini
dell'Arena, a lato della cappella degli Scrovegni, continuando un ideale percorso che
racconta la città attraverso la memoria dei suoi personaggi. Di fronte c'è il Boito
dello scultore Parnigotto, più in là Ruzzante, il recente busto di Antonio Magarotto
(scultore Giancarlo Milani), dall'altra parte della vasta area ci sono i personaggi che si
adoperarono per la salvaguardia dell'Arena e della Cappella, dal Selvatico al Tolomei,
fino all'avv. Crescente (opera di Nerino Negri).
Tono ha dato molto alla sua, alla nostra città, in opere che ne hanno visitato le pieghe
notturne e le alte guglie animate di sogni, di visioni, di lune, ma soprattutto con una
testimonianza culturale e politica nel senso piu' ampio: come scoperta costante e
valorizzazione dell'umano, del pensiero critico e creativo contro ogni tentativo di
sopraffazione, tanto da parte del potere esterno, quanto da parte dei 'mostri' psichici
che ci assalgono nel sonno della ragione. Lo scultore padovano Piero Perin, confortato dal
sostegno e dalle sollecitazioni di Manlio Gaddi e di Giorgio Segato, tutti e tre legati
alla figura di Tono da anni di frequentazione e di amicizia, ha prodotto un'opera che ci
restituisce l'artista negli ultimi anni della sua operosa vita, saggio amico
dall'intelligenza acuta e pronta, dagli affetti radicati e sempre generosi, sapiente
dell'uomo e dell'esistenza, instancabile artefice di bellezza.

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