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Questo glossario è una elaborazione di quello presentato nel
catalogo, curato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di
Padova, ed ha lo scopo principale di dare una prima indicazione relativa al significato
delle scritte, ai personaggi, ai temi ed ai luoghi dell'universo zancanariano. L'elaborazione del glossario è tuttora in corso, e sarà completata entro il 1998. La sigla (v) rimanda a voci specifiche, i collegamenti ipertestuali rimandano a immagini relative al soggetto trattato. 76 sigla scaramantica che compare, a partire dal 1933, davanti a quasi tutte le firme che Tono pone nei suoi lavori. La sigla vale per 7 Giugno, quando, appunto nel 1933, Tono conosce Olga Volena (v), e se ne innamora: sarà utilizzata fino alla comparsa del ciclo della Levana (v). La spiegazione della sigla è anche presente in un disegno di Tono conservato presso LArchivio Storico Tono Zancanaro al numero ASTZ/6516, dove fra le lapidi spezzate presenti in un vecchio cimitero ve nè una, rovesciata, dove si legge: TONO MORTO AL MANICOMIO IL 7 GIUGNO 1933 / RISOTTERRATO IL 7-6-40 / PADOVA 3-6-40. abiti civili vuole indicare senza abiti, La frase si riferisce al fatto, storico, per cui nel referendum (v) del 1946 andarono a votare anche le suore (v) di clausura, ed il Vaticano diede una specifica dispensa non solo per poter uscire per andare a votare, ma anche perché non si recassero al voto con labito religioso. La volontà desacralizzante di Tono riduce al minimo labito, anche per favorire le modalità del "voto obbligatorio" (v) debitamente "insusterrato" (v) o "ingemellonato" (v). Aelle figlia carnale di Levana (v), è raffigurata come
Venere uscente dalle acque, con il magnifico corpo giovane visto obliquamente, in maniera
tale che siano contemporaneamente visibili sedere, pube e seno svettante verso
lalto, a volte in una lunga sequenza, più raramente in gruppo o con altre figure.
Ma la caratteristica principale è che le figure di Aelle sono sempre senza testa, o
meglio i capelli nascono direttamente dal collo, in quanto la vera Aelle era solo uno
stupendo corpo, e nientaltro. Nellillustrazione
Tono con la vera Aelle ad una mostra agli inizi degli anni 70. Alberobello una delle tante mete del peregrinare di Tono, interpretato nei caratteristici trulli; v. Paesaggio Alluvione in Polesine vedi Polesine Angel vedi Angelo Angelo lottatore di circo visto da Tono per la prima volta a Bolzano, probabilmente nei primi anni 30: di corporatura massiccia, senza collo, la testa a forma triangolare attaccata direttamente al tronco con radi capelli. È dal ricordo di questo personaggio che nascerà nel 1937 il primo ritratto del Gibbo (v), dedicato al filosofo Ettore Luccini (v). Apodionisiaca nata dalla fusione di Apollo (Dio greco della luce, della poesia, delle arti, sinonimo di perfetta bellezza) e Dionisio (Dio del vino, dei culti orgiastici e misterici), è collegata al ciclo dei disegni sulle Foscariane (v), ad indicare la loro bellezza ed il loro mistero, che Tono fa nascere dalleleganza bizantina del tratteggio in questi lavori. ausiliarie vedi Gibbo Autotono serie di autoritratti, sviluppantesi lungo tutta la vita del Maestro, che mostrano come nel tempo sia variata sia la fisionomia sia linterpretazione della persona, passando da una raffigurazione più propriamente pittorica ad una lettura introspettiva. Bagonghi, nano personaggio del circo (v), visto per la prima volta a Bolzano nel 1936 mentre lavorava con lAngelo (v), e che rimase impresso nella sua fantasia al punto di farne oggetto di una lunga serie di lavori, sia dipinti sia in ceramica. Il nano Bagonghi compare anche in vari fogli sia del ciclo del Gibbo (v) che dei Demopretoni (v), dove a volte impersona se stesso, altre volte è simbolo di Vittorio Emanule III (v). Baracca, via è la via dove risiedeva, allora n.4 (oggi n.2), la famiglia Zancanaro, e dove al piano terra il padre Natale (v) aveva la prima officina di meccanico agricolo, come si vede dal foglio che ci è stato lasciato della vecchia casa, prima della ristrutturazione effettuata alla fine degli anni 50. Vedi anche la voce Padova. Tono abitò in via Baracca per tutta la vita, lavorando in quella che era la cucina, e ricevendo gli ospiti, offrendo loro un bicchiere di vino, nel vecchio spazzacucina. Barbassolo frazione di Roncoferraro (v), altro luogo frequentato da Tono durante il periodo del realismo (v) quando studiava il mondo del lavoro, e delle mondine (v) in particolare. Di questa zona esistono molti ritratti di bambini. Barbieri, Gino autore delle xilografie presenti nelledizione del Satyricon (v) di Petronio Arbitro (v) usata da Tono. Bassano del Grappa vedi Disegni politici Bellosguardo località montana nei pressi di Firenze, dove Tono si recava a volte in compagnia della sorella Ines, con il cognato Gino Bussotti ed i nipotini Renzo e Silvano. v. Paesaggio Benemerita vedi Carabinieri Berto, Gian Paolo (1940) allievo di Tono, pittore, docente di tecnica dellincisione allAccademia di Belle Arti di Roma. Fra i due si era formata fin dalla seconda metà degli anni 50 una profonda amicizia, in occasione di una lunga malattia del giovane Berto: per oltre 100 giorni di degenza ospedaliera Tono fece quotidianamente una visita. Anche in seguito, quando Berto si trasferisce a Roma (v) con la famiglia, in occasione delle frequenti visite di Tono in questa città la frequentazione è assidua, ed è facile incontrare i due personaggi a Piazza Navona (v) che discutono darte, politica, attualità; se non sincontrano lappuntamento telefonico è a volte pluriquotidiano. Bloccarda, madama vedi Democrazia Cristiana Brunalba terzo grande amore di Tono, dopo Olga Volena (v) e Levana (v), Tono conosce Brunalba a Cesenatico (v), dove a Punta Nord il marito gestisce un piccolo ristorante, e con lei ebbe una fitta corrispondenza. Brunalba è giovane donna rigogliosa, e Tono la coglie nei suoi fogli in questo modo, nel pieno della vita. Brunalba è quasi sempre seduta o sdraiata, con i peli del pube rigogliosi come un giardino, con foglie di Loto (v) e fichi dIndia, spesso è in compagnia di un giovane che la guarda da lontano, o la stringe da dietro; a volte quel giovane è una proiezione di Tono stesso, un Autotono (V). Bussotti, Renzo (Firenze 1925) figlio di Gino Bussotti e di Ines Zancanaro, fratello di Sylvano (v), pittore, fu partigiano con il nome di battaglia "Stanco", fin da piccolo attratto dalle forme e dai colori: fu per divertire il nipotino che Tono iniziò a tirare i primi segni, e fu Renzo che "diede" allo zio il nome Tono (vedi Tono Zancanaro biobibliografia a cura di Giorgio Segato; Nuovi Sentieri, Belluno, 1987), ed allo zio rimase legato fino alla fine. Bussotti, Sylvano (Firenze 1931) figlio di Gino Bussotti e di Ines Zancanaro, fratello di Renzo (v) musicista e musicologo, ha collaborato spesso con lo zio Tono nella messe in scena di varie opere (Cecchina la buona figliola di Piccinni; I due Foscari di G. Verdi; la Boheme di G. Puccini; la Fiera di Sorocinski di Mussorgskij; Lincoronazione di Poppea di C. Monteverdi; I pagliacci di R. Leoncavallo; La cavalleria rusticana di P. Mascagni, solo per ricordarne alcuni), e gli ha dedicato, in occasione dei settantanni, un divertimento dal titolo AUTOTONO (vedi a Quattro mani) cagodillo vedi Franco, Francisco Campo di Solagna v. paesaggio Capo dOrlando paese in provincia di Messina, dove si teneva un concorso nazionale di pittura dal titolo "Vita e Paesaggio di Capo dOrlando". Tono si innamora del paese, e particolarmente della frazione di San Gregorio dove si ferma allHotel LA TARTARUGA della famiglia Damiano, che ricordò sempre con profondo affetto, ed a Capo dOrlando nasce il ciclo dei Carusi, ragazzi in siciliano: sono decine di fogli con Pippo Dolcetta, Sarino, Pippo Letizia, Bella Rosalba, Carmelo Costantino, Pippo di Nardo, e tanti altri carusi, ma particolarmente con Cono Nuzzo, incarnante quanto più si avvicinava allandrogino, modello di bellezza per Tono. Nel 1982 il paese gli dedica una importante mostra antologica, con un testo di Lucio Barbera, fonda un museo dove vengono messi decine di ritratti di carusi, e gli conferisce la cittadinanza onoraria per mano del sindaco, lamico Carmelo Giuseppe Antilllo. Carabinieri In molti fogli del ciclo del Gibbo (v) è chiaro il riferimento allArma dei Regi Carabinieri, qui visti come difensori dellordine, ma come sola apparenza: infatti la parte importante sono i baffi. I carabinieri sono anche ripresi in diversi altri fogli, ovviamente sempre in chiave satirica, come ad esempio quando si richiama la difesa della "Lanterna" cioè del caratteristico pennacchio. I carabinieri appaiono anche in altri lavori di Tono, dal ciclo di disegni dedicato alla vita dei soldati in caserma, alle sculture in terracotta e bronzo dedicata a Cesenatico, dove negli anni 60 in uniforme sotto il sole cocente controllavano la quantità di epidermidee sposta al sole, e quindi agli sguardi, centimetro alla mano. Carusi v. Capo dOrlando Case diroccate sono le case sventrate dalla "ricostruzione" di Padova durante il fascismo, per fare spazio alle esigenze del regime, fra le altre Tono piangeva la scomparsa della casa di Raffaello per far posto alla Piazza Spalato, ora Piazza Insurrezione. Sulle pareti delle case sventrate sono presenti i segni delle persone che ci abitarono, sia nella forma dei mobili lasciata sulle pareti, o dei quadri appesi ancora con i volti degli antenati, ma soprattutto conla presenza dei "fantasmi" di chi le abitava, presenti nei muri, sui pavimenti e nel cielo sotto forma di nuvole "umanizzate". v. Paesaggio Ceramica la versatilità tecnica di Tono è cosa nota.
Caso raro fra gli artisti, nel tempo ha saputo rinnovarsi continuamente, attraverso i vari
cicli che hanno contraddistinto la sua attività e che sono caratterizzati da modifiche
formali rimarchevoli, ed attraverso le tecniche usate, che giungono anche alle cosiddette
"arti applicate", considerate a torto "minori". Attraverso questo
percorso Tono agli inizi degli anni 50 inizia a fare ceramica, è la necessità di
toccare "con mano" il materiale, di "fare "che gli deriva dal lavoro
di meccanico agricolo fatto con il padre Natale Zancanaro (v), che lo parta verso la
fornace Boaretto di Padova prima, dove lavora su materiale già preparato, disegna vasi e
piatti, per farsi costruire dopo poco tempo un suo forno personale in quella che era la
vecchia officina del padre in Via Baracca 1, per
realizzare da solo le forme che gli interessano, passando così anche alla
realizzazione di sculture in terracotta. Crea oggetti di uso quotidiano, come tazzine da
caffè o barattoli per lo zucchero e contenitori per il burro, che la madre (v) userà
nella vita di tutti i giorni, ma soprattutto porta sul materiale la sua fantasia, il suo
amore per i personaggi del circo per i giovani. La parte più importante della sua
produzione è quella dove il riferimento, certo su indicazione dellamico Giorgio
Rubinato (v), è alla Magna Grecia, a quella
classicità che è sempre stato il punto finale della ricerca estetica di Tono. Sul lavoro
di Tono come ceramista nel 1996 è stata realizzata una esposizione presso il Museo
Internazionale delle Ceramiche in Faenza, con una monografia curata dal direttore Gian
Carlo Bojani: Tono Zancanaro ceramiche; Bora, Bologna, 1996. Cesenatico comune in provincia di Forlì, frequentato da Tono dagli anni 60. A Cesenatico Tono realizza un grande murales con i temi del Neo Gibbo (v) e della Brunalba (v), oggi parzialmente rovinato da un incendio. Frequenta a lungo la spiaggia, dove nascono le immagine di Valka-Rosamunda-Sigfrido, ed una lunga serie di sculture ironiche, come "Ferragosto a Cesenatico" , dove fra natiche e seni esposti spuntano i pennacchi dei carabinieri (v). Nel 1997 il comune di Cesenatico, per ricordare la presenza di Tono in quei posti, ha organizzato una mostra retrospettiva per ricostruire le fasi della permanenza di Tono, dalla frequentazione del Gambero Rosso a quella di Dario Fò, alla nascita della Brunalba, ai disegni fatti nella cartoleria dei fratelli Zavatta. Cina Tono visita la Cina nel 1956, come membro di una delegazione di artisti italiani (ne facevano parte anche Agenore Fabbri, Antonietta Raphael Mafai, Aligi Sassu, Ampelio Tettamanti, Giulio Turcato). Per Tono il viaggio rappresenta unesperienza intensa. La visita di Pechino (in particolare il Tempio della Pace Celeste), di Sciangai , di Mukden industriale, lenormità della Grande Muraglia, ma sicuramente di più la visione dellantica capitale imperiale Hang Ciu con il suo lago con le foglie di Loto ed il Tempio dei 500 Budda della corsa del tigre la visione degli spettacoli di danza e forza al Circo ed al teatro nazionale di Pechino, ed ancora soprattutto la gente, il popolo cinese con i suoi pionieri le cinesine, i vecchi, hanno lasciato in Tono un segno indelebile, unimpronta stilistica che da allora sarà presente nel suo lavoro. Lesperienza cinese è stata approfondita da Nicola Miceli nel volume Tono|Cina, Nuovi Sentieri Editore, Belluno, 1987. Circe ciclo di disegni dedicato alla celebre maga, contemporaneo alla serie di Brunalba. Queste opere sono caratterizzate principalmente dalla figura della maga rappresentata distesa e con un grande sedere disegnato con ununica linea. Altre immagini rilevanti di questa figura femminile sono il taglio obliquo degli occhi, ammalianti come si conviene ad una maga, ed il sorriso enigmatico. È spesso circondata da foglie di Loto (v). Circo per Tono è sempre stato un luogo di sogni, era affascinato dai giocolieri, giocatori, funamboli, pagliacci. Al circo che vede il personaggio che gli farà nascere lidea del Gibbo (v): lAngelo (v); è nel circo che vede il nano Bagonghi, che popolerà molti dei suoi lavori, anche in ceramica , e che farà nascere, per somiglianza nella statura, lidea del nanerottolo che impersona il re Vittorio Emanuele III (v) detto "sciaboletta" nel ciclo del Gibbo. Infine al Circo Nazionale di Pechino vede gli equilibristi e gli acrobati che tanta parte hanno avuto nel ciclo dei disegni sulla Cina (v): in particolare lo colpivano le abilità manuali dei lanciatori di coltelli, e gli spettacoli di forza e abilità da parte degli artisti. Col Senai località nei pressi di Bassano del Grappa, vicino a Mussolente (v), dove la famiglia di Tono si recava per le ferie estive, e durante la guerra come sfollati. v. Paesaggio. Comacchio comune in provincia di Ferrara, dove Tono si reca di frequente alla fine degli anni 50, attratto sia dalla città sia dai suoi abitanti. Scrive infatti Tono nella presentazione di un piccolo catalogo "Paesaggi e volti di Comacchio" per una mostra presso la galleria IL BULINO di Ferrara: "Devo aggiungere infine, a mo di giusta conclusione, che questa mia Comacchio fatta di paesaggi e, soprattutto, dei volti dei suoi carusi, è piuttosto un tentativo, un abbozzo sommario di ritratto, di una città che la mia coscienza di uomo-artista mi ha irresistibilmente sospinto a trasferire sulla carta". I disegni del ciclo di Comacchio, con i suoi ragazzi, sono uno dei momenti felici del realismo (v) di Tono. Costumi vedi opere liriche Croce, Benedetto (1866 1952) filosofo, idealista, storico, critico, tenace avversario del fascismo ma liberale: per questo motivo, e per la posizione del Partito Liberale (v) durante il referendum (v) del 1946 Tono lo attacca a volte ferocemente nel ciclo di disegni di "Demopretoni" (v) con lappellativo di "Don Benedetto Libertà". cuore vedi voto obbligatorio DAnnunzio, Gabriele (1863 1938) pseudonimo di Gabriele Rapagnetta, poeta, romanziere, uomo politico, da Tono posto fra i personaggi del Gibbo (v) per il suo appoggio al fascismo, con il nomignolo di Orbo Veggente. De Chirico, Giorgio (1888 1978) pittore, uno dei più notevoli rappresentanti della pittura metafisica, passato succesivamente ad altre esperienze fino ad una forma di romantico classicismo. Nonostante la considerazione che Tono aveva sia di De Chirico che del fratello Alberto Savinio, Tono nel Gibbo lo attacca per le sue posizioni politiche, chiamandolo "Giorgio Mostrada", o, quando assieme al fratello, "I Presocratici". v. Gibbo De Gasperi, Alcide (1881 1954) Uomo politico trentino, fu fra laltro segretario della Democrazia Cristiana (v) dal Luglio 1944 al Luglio 1946, e nello stesso periodo anche Presidente del Consiglio dei Ministri, per tale motivo nei disegni del ciclo dei Demopretoni (v) viene indicato come il "Pio Presidente" o, essendo notoriamente molto religioso anche il "Pio Pio Presidente" o solo "Pio" o "Pio Pio". Fu Presidente del Consiglio durante il referendum (v) del 1946, con posizione politicamente non delineata, e per questo motivo Tono lo attacca, in quanto segretario di "Madama Bloccarda" La figura di De Gasperi viene ricordata da Tono anche in altri disegni a sfondo politico, come nel caso del Neo Gibbo (v) o di disegni di ambientazione siciliana, dove alcune caratteristiche fisiche di De Gasperi sono riprese in certi personaggi, comr ad esempio nei pretini di un corteo, o in alcuni dei disegni del ciclo dedicato a Villa Palagonia (v). Comunque la presenza maggiore rimane fra i Demopretoni (v). Demì Crì Crì vedi Democrazia Cristiana Demì Crì Democrazia Cristiana Democrazia Cristiana nel ciclo dei Demopretoni (v) questo partito politico è uno dei principali bersagli, insieme al Re Vittorio Emanule III (v) con il Principe Umberto (v) ed il Vaticano attraverso la figura di Papa Pio XII (v) e del cardinale Ildefonso Schuster (v). Esiste anche un disegno specifico della D. C. vista come una vecchia dal seno cadente con una tiara in testa, che viene sodomizzata. La Democrazia Cristiana viene indicata con vari nomi, alcuni dei quali onomatopeici come "Demì Crì" o anche "Demì Crì Crì" oppure "Remo Crì Crì"; per le posizioni prese relativamente al referendum (v) del 1946 viene anche chiamata "Madama Bloccarda", e per il rapporto con Roma, in particolare la nobiltà nera, diviene "Sora Zì Gnazia" o "Ignazia". Siccome nei disegni la D.C. viene spesso indicata con una fanciulla, la "Gibboncina" (v) spesso sodomizzata o "voronofficata" (v) o "insusterrata" (v) o "ingemellonata" (v), la denominazione "Movimento Democristiano" diviene il "Movimento Remo Cristi Ano". Anche personaggi famosi della D.C. sono presenti nei disegni, in particolare ricordiamo Alcide De Gasperi (v), lonorevole Attilio Piccioni (v), lonorevole Aristide Gunnella (v), padre Agostino Gemelli (v). Demopretoni Ciclo di disegni, eseguiti tra il 45
ed il 46, subito dopo il ciclo dedicato al Gibbo (v), e avente come riferimento
principale il referendum (v) del 2 Giugno 1946. Nei vari fogli, stilisticamente
paragonabili al Gibbo, sono trattati in chiave satirica
e dissacrante molti personaggi politici dellepoca, in particolare laccanimento
è contro la Democrazia Cristiana (v), Alcide De Gasperi (v), il Papa Pio XII (v), il
cardinale Ildefonso Schuster (v), il filosofo Benedetto Croce (v), lonorevole
Attilio Piccioni (v), lonorevole Aristide Gunnella (v), padre Agostino Gemelli (v),
il Caudillo Francisco Franco (v), e particolarmente contro il Re Vittorio Emanule III (v)
e suo figlio il Principe Umberto (v), il primo visto
come un nanerottolo ed il secondo con una faccia di culo. Altro obbiettivo sono state le
suore (v) che il Vaticano costrinse ad andare al "voto obbligatorio" (v) con
"abiti civili" (v). Molti personaggi, in particolare le Gibboncine (v), usano
"scarpe ortopediche" (v). Ma contro molti altri vengono lanciati gli strali di
Tono, ricordiamo qui i Reali Carabinieri (v), il Partito Liberale Italiano (v), ed il
padovano Prof. Lucatello (v). Per maggiori informazioni sul ciclo dei Demopretoni:
Micilei, Nicola: DEMOPRETONI di Tono Zancanaro; Bandecchi e Vivaldi,
Pontedera, 1992. Disegni erotici lerotismo, come forza e
stimolo vitale, è sempre presente nei lavori di Tono, a volte in forma poetica come nel
caso della Levana (v), a volte in forma satirica come nel caso dei cicli dedicati al Gibbo
(v) od ai Demopretoni (v), spesso in forma volutamente provocatoria come nel caso delle
illustrazioni del Satyricon (v) o di altri lavori che, per la loro chiarezza, hanno sempre
circolato con una certa difficoltà. È da notare che anche nel caso dei lavori più
espliciti, Tono non è mai pornografico, ma surreale, onirico, ed il sesso è vissuto con
gioia e divertimento sia nei rapporti eterosessuali che omosessuali, aventi per Tono una
valenza prevalentemente classica. Vedere come esempio l'illustrazione (ASTZ/2790) sono da notare i "quadri" che
fanno da sfondo, i cuscini "vaginali", ed il disegno del copriletto formato da
infiniti sederi. Disegni politici dopo essere stato inizialmente fascista, come il padre Natale ed il fratello Cesare, la frequentazione degli ambienti universitari, particolarmente con Eugenio Curiel, Egidio Meneghetti e Concetto Marchesi hanno portato Tono ad avvicinarsi alla sinistra, ed infine ad iscriversi al Partito Comunista nel 1942. Limpegno politico di Tono si è sempre attuato principalmente attraverso il suo lavoro, sin dagli esordi quando la sua attenzione era attratta dagli emarginati, dai disoccupati, dai derelitti della società. Successivamente il ciclo di disegni del Gibbo (v) ha manifestato, attraverso tutto il periodo fascista, la sua fede politica, ed il ciclo dei Demopretoni (v) ha chiarito definitivamente la sua posizione nei confronti della Chiesa e della religione. Ma la passione politica si è espressa anche attraverso altri lavori: la serie di disegni dedicati ai partigiani in montagna, i tremendi disegni sui partigiani impiccati, o quelli drammatici della mamma del partigiano (dove quasi sempre la mamma è quella di Tono), e via via attraverso le visioni notturne del Pra della Valle (v), dove dalle guglie di S. Giustina (v) torme dangeli minacciano/difendono il mondo brandendo le loro croci a mo di spade, ed ancora la serie del realismo (v) dedicata al lavoro delle mondine (v), allalluvione in Polesine (v), ma ancora con i ragazzi di Comacchio (v) prima ed i carusi (v) poi, e con il ciclo dei disegni realizzati in Cina, e Tutta lopera di Tono è sempre stata, oltre che tesa versa la ricerca della perfezione classica, verso un impegno morale e politico che per molti è stato di stimolo e di esempio. Divina Commedia Nel 1964 Tono ebbe lincarico dalleditore Laterza di Bari di illustrare la Divina Commedia. A tal scopo Tono fece centinaia di disegni preparatori, consumando alcune copie del testo dantesco, e utilizzando diversi colori per identificare le tre cantiche. Così usò il nero della china acquarellata per lInferno, il rosso della carta per il Purgatorio e lazzurro per il Paradiso, dove il segno è sempre a linea pura con china nera o bianca. In contrasto con limmagine dantesca, Tono disegna Paolo e Francesca su sfondo azzurro. donzelle quartilliche vedi quartilliche Encolpio il personaggio-narratore del Satyricon (v) di Petronio Arbitro (v). Erotici disegni vedi disegni erotici Famiglia la famiglia, intesa come rapporti di parentela, ha sempre ricoperto un ruolo importante nella vita di Tono, condizionandola a volte pesantemente. Il padre Natale (1872 1949), meccanico agricolo, è forse stato lelemento della famiglia più importante, ma è il meno noto per la vicenda artistica di Tono, fu con certezza il padre che lo spinse per primo a visitare i musei e ad apprezzare le bellezze dellarte, ma con lui presto si consumò una rottura irrimediabile a causa delle diverse posizioni politiche: fascista il genitore, comunista il figlio. Tono ebbe un rispetto particolare per il padre, per il lavoro che faceva: non a caso nella maggior parte delle opere in cui la sua immagine è presente, egli viene mostrato dopo il lavoro, stanco, con in capo un caratteristico berretto, sonnecchiante con la testa appoggiata sulla mano destra. Alla morte del padre Tono eseguì una serie di disegni sul letto di morte, come aveva fatto per la nonna nel 1936, che conservò gelosamente e tuttora inediti. La madre, Colomba Zampiron (1878 1965), semianalfabeta, fu per Tono una presenza quasi ossessiva, a lei era legato da un profondo amore filiale, però mal sopportava il controllo materno, e in molti ritratti la madre ha le sembianze del Gibbo (v); la madre è sempre vista come mater dolorosa, come quando nei lavori dei partigiani (v) impiccati incarna le mamme di tutti i partigiani. Gli Zancanaro ebbero sei figli, nellordine Palmira (1899) con la quale Tono non ebbe mai un felice rapporto, Ottone (1901) che fece il ferroviere e si trasferì a Bolzano, Ines (1902) madre di Renzo e Sylvano Bussotti (v), Cesare (1904) artista del ferro battuto rimasto sempre fascista e per questo motivo in rapporti tesi con Tono, Antonio (1906) e Maria (1908) la sorella con cui più forte era il rapporto famigliare. È significativo che della sorella Maria esistano molti ritratti, mentre ne è noto uno solo per Ines, e nessuno di Palmira. Per i fratelli, con cui Tono ebbe intensi scambi epistolari, è nota una sola opera in cui compaiono tutti e tre assieme. Fini, Leonor aiutò Tono economicamente durante i soggiorni a Parigi (v), in particolare vendendo alcuni suoi disegni. Fioletto v. Umberto II Firenze città molto frequentata da Tono nei suoi viaggi, oltre che per le sue bellezze artistiche perché vi abitava la sorella Ines, sia perché a Firenze viveva Ottone Rosai (v), di cui Tono frequentò lo studio, vedere il foglio ASTZ/15005 foglie di Loto vedi Loto, foglie Foscariana il personaggio femminile, stilisticamente
affine alla Poppea (v), con la quale spesso è confusa, nasce dalla
realizzazione delle scene e dei costumi per lopera "I due Foscari" di
Giuseppe Verdi, per la regia di Sylvano Bussotti (v), realizzate
inizialmente per il teatro LA FENICE di Venezia. Il personaggio è costituito da un segno molto raffinato, bizantino, con copricapi sempre
molto elaborati. La Foscariana ha spesso lappellativo di Apodionisiaca
(v) per la sua bellezza. Franco, Francisco, (1892 1975) generale spagnolo che nel 1936 insorge contro la repubblica democratica spagnola, diventandone, dal 1947, capo dello stato a vita. Fascista, viene da Tono inserito nel disegni del ciclo del Gibbo (v) e dei "Demopretoni" (v) per la sua politica ed il suo legame con la Chiesa Cattolica. Con uno dei calembour che sono comuni nelle opere di Tono il termine "Caudillo" diviene "Cagodillo". Gaetana, Gibba La Gaetana era una donna malata di elefantiasi, famosa a Padova negli anni 40, oggetto di sbeffeggiamenti da parte dei monelli. Data la sua mole girava su di una bicicletta rinforzata ma senza pedali, spingendosi con i piedi; era solita raccogliere stracci ed offerte che ridistribuiva ai poveri. v. Gibbo Gemelli, Agostino (1878 1959) francescano, medico, cultore di psicologia e psichiatria, professore e rettore dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore (a Milano) da lui fondata; fu presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. Politicamente legato alla Democrazia Cristiana (v) fortemente conservatore, è per questo posto da Tono fra i personaggi del ciclo dei Demopretoni (v). Gibbo se lidea della figura fisica del Gibbo nasce con
la visione dellAngelo, il nome ha una genesi più complessa. Si forma in parte dalla
figura del traditore, Gibbon appunto, nel film di John Ford "The Informer" sulla
resistenza irlandese: Gibbon è personaggio deforme nel corpo e nellanima, perché
tradirà i compagni di lotta; Gibbone è anche il nome della scimmia che allo zoo fa tanto
ridere i bambini per come mostra il suo sedere spelacchiato, è animale ritenuto impudico
e lascivo. Dalla mescolanza di questi elementi nasce la figura del Gibbo, il primo dei
quali fu eseguito nel 1937 per il filosofo e amico Ettore Luccini. Alla genesi del
personaggio ha contribuito anche il periodo di degenza trascorso da Tono in ospedale, con
il sospetto di una malattia incurabile ai polmoni, alla fine degli anni 30: le
macchie di umidità sui muri, in concomitanza con la sua situazione psicologica,
diventavano nella mente di Tono delle figure mostruose, con lunghe braccia protese pronte
a ghermire: i protogibbi. La degenza faceva avere a Tono anche altre visioni, che
regolarmente erano fermate come impressioni sui quaderni di appunti (v) che mai gli
mancavano. Il Gibbo è mostrato in vari atteggiamenti, che vanno dal maestoso al surreale,
ma in tutti è comunque messa in evidenza, con luso di una linea purissima, lenorme massa dellUomo della Provvidenza anche
quando il protagonista cerca di mascherarla con movenze leggiadre da funambolo o
ballerina. Ovviamente il Gibbo non è solo, ne può essere lunico responsabile di
quanto accade. In sua compagnia cè tutta una coorte di personaggi ai quali vengono
attribuite colpe nonminori, a partire dal re Vittorio
Emanuele III (v) e da suo figlio il principe Umberto; spesso compare la Gibboncina (v)
che rappresenta lItalia, e occasionalmente le giovani fasciste, con il compito di
consolare il Gibbo quando è avvilito. Altro personaggio frequente è Gabriele
DAnnunzio, chiamato lOrbo Veggente per la fascia che gli copriva a volte
locchio offeso, e poi Giorgio De Chirico, chiamato Giorgio
Mostarda. Un gruppo di fogli porta la didascalia PERA
GIBBA, sia per la testa a pera del soggetto, che con riferimento alle composizioni
dellArcimboldi. Un preciso riferimento a Padova ed alla sua gente, oltre che in
molti paesaggi (v) di sfondo, si ha con le molte GIBBA GAETANA , dove la Gaetana (v) era
una donna malata di elefantiasi, famosa a Padova negli anni 40, oggetto di
sbeffeggiamenti da parte dei monelli. Gibbo è in grado di fare tutto: guida aerei, si
lancia con il paracadute, suona larpa, è romantico e sognatore, artigliere, esperto
darte, cavallerizzo, batte moneta di grande valore: quanto un Perù (v). Inoltre
Gibbo è gentile, e quando si trova, lui Gibbone con laltro scimiotto tedesco
(Hitler), si scambiano le cortesie. Del Gibbo si
sono occupati quasi tutti i critici di Tono, ma lopera più importante è certo lo
studio di Carlo Ludovico Ragghianti IL GIBBO DI TONO ZANCANARO, La Loggetta, Ravenna,
1971, ripreso successivamente dallautore con il titolo TONO
ZANCANARO nella collana Critica dArte, editore Vallecchi, Firenze, 1975. Gibboncina / e Personaggi femminili presenti sia nel ciclo dedicato al Gibbo (v) che a quello dei Demopretoni (v). Normalmente esse rappresentano lItalia, sottoposta ad angherie ed attenzioni non volute da parte dei protagonisti dei due cicli ricordati; a volte rappresentano anche altri personaggi, come le "ausiliarie" nel Gibbo, o la "Democrazia Cristiana" (v) ed a volte le "religiose in abiti civili" (v) nei Demopretoni (v). Sono quasi sempre graziose, e molte di loro precedono la grafia della Levana (v). Gitone è il giovane servo di Encolpio (v) che lo accontenta in tutto, senza eccezione alcuna (vedi il disegno "Gitone encolpiato"). Di Gitone Tono ci lascia anche un ritratto immaginario. Grande Muraglia impressionò particolarmente la fantasia di Tono durante il viaggio in Cina (v) nel 1956, ed a essa dedicò molti fogli. Grappa, Borso del località vicino a Mussolente (Bassano del Grappa), dove la famiglia (v) si recava per la villeggiatura estiva, e durante la guerra come sfollati. v. Paesaggio. Hang Ciu nome dellantica capitale imperiale cinese. v. Cina Ignazia vedi Democrazia Cristiana Ingemellonato /a sta per sodomizzato da Gemelli (v) Insusterrato /a sta per sodomizzato da Schuster (v) lago di Hang Ciu lago vicino ad Hang Ciu (v), dove Tono vede per la seconda volta in vita sua le foglie ed i fiori del Loto (v). Lanterna vedi Carabinieri Laterza, editore v. Divina Commedia Levana è nome dello specchio per coprire la vera identità
della donna amata da Tono, sposata con un marito geloso delle attenzioni dellartista
per questo motivo in molti fogli sono inserite delle sigle, come fanno i ragazzini
sui banchi di scuola, che nascondono frasi o dichiarazioni damore- viene
probabilmente suggerito a Tono dallamico Giorgio Rubinato (v) e preso dalla
mitologia greca: lhnai è una baccante dionisiaca (forse Tono
trova in questa voce anche la nascita del termine Apodionisiaca (v), e spesso vi sono
riferimenti alla Magna Grecia, come nel caso della Trinacria. Levana è anche il nome di
una divinità minore romana: era colei che proteggeva il padre nel momento in cui, subito
dopo il parto, sollevava il neonato da terra e lo mostrava al cielo. Levana è il secondo personaggio femminile, dopo Olga Volena (v), ed è il
primo dove la carica erotica, resa in forma più ironica e satirica nel ciclo del Gibbo
(v), è resa più esplicita. Il segno di Levana nasce dalle illustrazioni fatte per il
Satyricon (v), in seguito le forme si evolvono verso una linea più pura, più lineare. In
Levana le forme sono morbide e sensuali, i richiami si fanno espliciti e si realizzano
attraverso splendidi giochi compositivi in preziosismi grafici dove le forme della Levana
sono situate su uno sfondo che richiama le città care a Tono, come Padova e Venezia, o
morbidamente abbandonate, come in attesa, circondata da ancelle che altro non sono che la
sua replica continua. Levana è vista da Tono non solo come una ma come molte, si vede ad
esempio lillustrazione (ASTZ/2567) dove sono disegnate oltre cento raffigurazioni
della donna, e da lui è amata profondamente non solo per la sua bellezza. Non ha caso
Levana ha sempre la testa bene in evidenza, gli occhi aperti sul mondo, il capo a volte
reclinato in fare pensoso. Esiste un disegno dove,
oltre a tre figure secondarie, Levana appare in tutto il suo splendore, ma non si vede il
volto che risulta coperto dai capelli: è probabile indicazione di un diverbio avuto con
la donna e la prima avvisaglia di come sarà il ciclo dedicato ad AELLE (v), che di Levana
è figlia carnale. Nonostante le qualità del ciclo di Levana esistono molte citazioni
dedicate ad essa, ma pochi studi autonomi, fra i quali quello di Giorgio
Segato Levana nellopera di Tono Zancanaro; Negozio dArte Longhin, Padova, s.d.
(1975). Limentani, Umberto autore della traduzione e dellintroduzione al Satyricon (v) di Petronio Arbitro (v) usato da Tono come base per le sue illustrazioni. Loto, foglie di le prime foglie di Loto viste sono quelle del lago di Mantova nel 1952, quando frequentava le risaia per i lavori, appartenenti al ciclo del realismo (v), sulle mondine (v). Successivamente, durante il viaggio in Cina (v) nel 1956, Tono riscopre le foglie di Loto nel lago di Hang Ciu (v), e probabilmente per limportanza che quel viaggio ha avuto per il suo lavoro, da allora le foglie di Loto saranno molto spesso presenti a far da sfondo per i suoi disegni, con particolare riferimento ai cicli della Brunalba (v) e dei carusi siciliani (v). Lucatello Luigi aderente al Partito Liberale Italiano (v), fu preside della facoltà di Scienze Politiche presso lUniversità di Padova durante il refrendum (v) del 1946. Luccini, Ettore (1910 - 1978), filosofo, fondatore a animatore del Circolo del Pozzetto a Padova, fu uno dei maggiori punti di riferimento per la formazione politica di Tono, insieme con Eugenio Curiel, Concetto Marchesi, Egidio Meneghetti. Luccini faceva parte del gruppo di intellettuali che si ritrovavano solitamente a discutere al bar Liviano di Piazza Capitaniato. "A Ettore Luccini filosofo" è dedicato il primo disegno del Gibbo (v), realizzato nel 1937. Luna/e vedi Roma madama Bloccarda vedi Democrazia Cristiana madame Quartilliche vedi quartilliche, madame Mondine negli anni 51-52 Tono sente la necessità, forse anche a seguito della riscoperta della "manualità" dovuta allinizio dellattività di ceramista (v. ceramica), di frequentare e capire più a fondo il mondo del lavoro, che prima aveva conosciuto come impiegato (cosa che aveva odiato) e come aiutante del padre nella bottega di meccanico agricolo. La frequentazione degli ambienti sindacali gli permette di ottenere la qualifica di delegato, e quindi di accedere, per conto della Camera del Lavoro, direttamente alle risaie, e di capire il rapporto di lavoro esistente fra le mondariso ed i "caporali", condividendo con le mondine i disagi della situazione. Sono fogli moto intensi, trattati a linea o a macchia, raramente con lintervento della sanguigna, e solo qualche macchia di rosso è adoperata solo per le bandiere. Sono adottati vari tagli prospettici, a volte radenti lorizzonte, con forte senso della profondità, a volte a volo duccello, per dare la visione della scena nel suo complesso. È presente luso della macchia, tralasciato dai primi anni quaranta, per dare consistenza allacqua ed alla nebbia, per rendere le trasparenze della vegetazione lacustre. È un momento di grande partecipazione ed impegno politico (v. disegni politici). Mostarda, Giorgio definizione data da Tono a Giorgio De Chirico (v) per come "spalmava" il colore sulla tela, nel ciclo di disegno del Gibbo(v). In realtà Tono apprezzava De Chirico come pittore, ma non condivideva le sue idee politiche, considerate servili. Mostri di Villa Palagonia v. mostri Palagonesi Mostri Palagonesi ciclo di disegni a sfondo satirico-politico, ispirato alla celebre Villa del Principe di Palagonia a Bagheria, vicino Palermo, realizzata da padre Tomaso da Napoli verso il 1715 per il principe Francesco Ferdinando Gravina. La serie, che si sviluppa negli anni 1971 1972, sfrutta le possibilità di interpretazione fantastica che il palazzo ed il parco offrono. Tono coglie a modo suo lo spunto: pone allinterno dei fogli vari personaggi della vita politica e culturale degli anni 70 con cui è in contrasto, e vi aggiunge anche alcuni membri della sua famiglia con i quali i rapporti si sono incrinati: i nomi sono mascherati ("Lè Lò" detto anche "grande"; "gran peneo" autore di quadri "a olio puro" ma anche "ad olio e aceto"; "Gigeta" o "Gigettona"; "Maria Stuarla"; "Meleto"; "Re Gasparone"; "Gioseffa il Puro"; "Nupeca "), la raffigurazione si risolve in un intreccio di natiche e seni, congressi carnali, Soli e Lune, in una mescolanza dissacrante e puntiva, dove i lineamenti dei personaggi, se pur mimetizzati, sono riconoscibili. Per maggiori informazioni vedere: GRANDE SINFONIA PALAGONESE / disegni e tecniche miste di Tono Zancanaro / testi di Angelo Dragone Giuseppe Quatriglio Lionello Puppi, schede di Luca Baldin. Palermo Albergo dei Poveri 28 Giugno 16 Luglio 1993 / Università di Palermo Facoltà di Lettere e Filosofia / con il patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Padova / a cura della Regione Siciliana Assessorato dei beni Culturali Ambientali e della Pubblica Istruzione; Corbo e Fiore, Venezia, 1993. Movimento Remo Cristi Ano vedi Democrazia Cristiana Mussolente località vicino Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, dove la famiglia Zancanaro faceva le vacanze estive, e dove sfollò durante la guerra. A questa località Tono dedicò molti lavori, ed anche alcuni personaggi caratteristici, come "Bepi il pirata di Mompracen" furono oggetto della sua attenzione. Nano Bagonghi vedi Bagonghi, nano Navona, Piazza uno dei luoghi di Roma (v) più cari a Tono, meta di ogni passeggiata serale durante i soggiorni romani, dove Tono volentieri si fermava a parlare con GianPaolo Berto (v). Nenni, Pietro (1891 1980) segretario generale del Partito Socialista Italiano nel 1946, Vice Presidente del Consiglio e ministro per la Costituente, fu Ministro degli Esteri negli anni 1968-69, e uno dei promotori della politica di centro-sinistra. Per questo motivo Tono lo pone fra i soggetti che ricevono politicamente i suoi strali nel ciclo del Neo Gibbo (v), dove è riconoscibile perché raffigurato con in testa il celebre basco, e di frequente suona un piffero come il pifferaio di Hammelein. Neo Gibbo il Ciclo del Neo Gibbo, formalmente molto diverso da quello del Gibbo, è delimitato nel tempo in maniera molto precisa agli inizi degli anni 70. Nasce con la formula politica del centro-sinistra, laccordo fra la Democrazia Cristiana (v) Partito Socialista Italiano, Partito Socialdemocratico Italiano e Partito Repubblicano Italiano per costruire un governo che isolasse il Partito Comunista. Tono vede in questa politica il pericolo di un rigurgito fascista (ecco perchè il nome di Neo Gibbo), ed alla sua maniera attacca politicamente, con larma del disegno, gli avversari politici, che vengono continuamente dissacrati: infatti nei disegni si trovano quasi sempre personaggi come Giuseppe Saragat (v), Pietro Nenni( v), Alcide De Gasperi (v). In altri fogli del ciclo ritorna un personaggio simile al Gibbo (v), ma in veste più ironica, e con collegamenti anche al ciclo dei Mostri Palagonesi (v), che fu lultimo grande ciclo satirico-politico di Tono. Si veda come esempio lillustrazione. Nuzzo, Cono fra i carusi (v) fu il soggetto preferito di Tono; dotato di una discreta bravura fu anche per qualche tempo ospite nella casa di via Baracca (v) a Padova, ma la convivenza si rivelò presto difficile, anche a causa dellostilità della madre di Tono. Olga vedi Volena, Olga opere liriche vedi Bussotti, Sylvano. Per la bibliografia TONO ZANCANARO / I teatri / Omaggio alla Fenice / Comune di Rovigo, Rovigo, 1996. Orbo Veggente appellativo dato a Gabriele DAnnunzio (v), a causa della benda che a volte il poeta portava sullocchio, dopo un incidente aviatiorio. Orvieto Tono si recò spesso ad Orvieto per visitare il Duomo ed il museo, ma alla cittadina dedicò solo pochi fogli, per lo più sotto forma di schizzi sui quaderni di appunti (v). (vedi anche Paesaggio) Padova Visioni, scorci, monumenti della città natale
appartengono già alla prima attività di Tono. Limmagine di Padova è presente,
variamente elaborata e con le più diverse tecniche, in tutta l'opera dell'artista, al
punto che Tono amava dire "non esiste nazione al mondo dove non sia presente almeno
un mio lavoro, disegno o litografia, su Padova". Le vedute di Padova hanno in realtà
radici comuni al Gibbo (v), alla Levana (v), alla Brunalba (v): sono le radici
profondamente umanistiche di Tono, la sua base culturale, che permette a lui, popolano
schietto, di essere artista "colto", cittadino. Infatti, mentre nelle
elaborazioni delle statue del Prato della Valle si può riconoscere il piacere
dissacratorio dellautore del Gibbo (v), nelle vedute dei portici di Via
SantEufemia o di Via della Pieve (già Via Piove), si riconosce la mano di uno degli
interpreti più profondi ed innamorati della città. La sensibilità per lambiente
cittadino e per gli abitanti di Padova, il rispetto delle tradizioni e della cultura
ruzantina sono presenti in ogni lavoro, sia nei primi fogli dove la Specola si staglia
come un grattacielo riflettendosi nelle acque allora limpide dei canali, sia nelle varie
elaborazioni del Prato della Valle, luogo di sogni
e fantasie, dove Tono faceva ballare le sue Levane (v) nude circondate da schiere di
angeli sui campanili delle chiese, o dove lalbero diventa simbolo di forza, di
virilità, lIDEA come compare nei titoli di alcuni fogli. Il Pra della valle
è un luogo vivo, vissuto dalla città e pertanto soggetto a trasformazioni nel tempo,
come Tono ci mostra. Anche la casa di Via Baracca (v), dove Tono è nato e dove vivrà per
tutta la vita dopo una ristrutturazione delledificio alla fine degli anni 50,
è oggetto delle cure amorose del segno di Tono. Nelle opere di Tono ad essa dedicate la
vediamo cambiare nel tempo fino alla forma che aveva prima della ristrutturazione finale,
come se il tempo si fosse fermato. Paesaggio Il paesaggio, sia naturale sia urbano, ha
sempre avuto un ruolo importante nellopera di Tono fin dai primi dipinti ad olio su
tavola, ed i primi segni fatti per divertire il nipotino Renzo Bussotti. Il paesaggio
naturale non è mai completamente tale, in quanto sono sempre presenti tracce umane, o
segnali surreali. Il paesaggio urbano è da Tono più sentito. In altre parole per Tono è
più importante il segno delluomo, che modifica la natura, della natura stessa,
anche quando essa con la sua forza è in grado di distruggere quanto luomo ha fatto,
come nel caso dellalluvione del Polesine (v). Nei paesaggi di Tono il segno
delluomo è sempre presente, così nelle vedute della zona di Mussolente (v) , ad
esempio, poco spazio è lasciato allampia veduta della valle o dellaltipiano
di Asiago, mentre in evidenza sono le case dei contadini; lo stesso succede per le colline
Toscane, dove si reca evidentemente a passeggiare, con la sorella Ines ed i nipotini Renzo
e Sylvano, nella località Prato dello Strozzino Bellosguardo (v), e per le opere
minori come quelle raffiguranti delle recinzioni. Ma sono certo le città ad attirare
maggiormente la sua attenzione, in quanto prodotto delluomo, ed intreccio della vita
degli abitanti che qui lasciano traccia del loro passaggio, anche quando le case sono
demolite: sulle pareti impudicamente esposte agli occhi dei passanti rimangono le impronte
lasciate dagli abitanti: i segni dei quadri, delle testiere di letto, gli stessi fantasmi
di coloro che le hanno abitate, nella gioia e nel dolore. Con questo spirito Tono visita e
ricorda le città conosciute: per alcune, anche importanti come Firenze (v), o suggestive
come Orvieto (v) ed Alberobello (v) con i suoi famosi trulli si tratta solo di pochi fogli
isolati. In qualche caso manca ogni indicazione relativa alla città, altri fogli sono
studi per la realizzazione di litografie. Ma in altri casi, come per Venezia (v) o per
Roma (v), e particolarmente per Padova (v), si tratta di interi cicli di lavoro, che non
sono però limitati nel tempo, ma si estendono lungo tutto larco temporale
dellattività di Tono. Anche nei suoi soggiorni allestero lattenzione di
Tono è accentrata sulla figura e sul paesaggio urbano, così dei soggiorni a Parigi (v)
rimangono visioni di personaggi (che a volte richiamo il Gibbo (v) nella loro facies
ottusa) come nel caso di "Avanspettacolo a Parigi" (ASTZ/629), o di clochards addormentati sulle scalinate del Lungosenna.
Si nota una eccezione nel ciclo di disegni della Cina (v), dove non solo viene ripreso il
paesaggio urbano e industriale, ma lattenzione di Tono si accentra sulle foglie di
Loto (v) del lago di Hang Ciu (v), e non compare alcun elemento o manufatto umano. Palagonia, Villa v. mostri Palagonesi Parigi Tono si reca a Parigi svariate volte a partire dal 1937, dove frequenta fuoriusciti politici ed artisti, lo aiuterà dal punto di vista economico anche Leonor Fini, e conoscerà Pablo Picasso che avrà modo di frequentare. Uno dei punti di ritrovo era il Cafè FLORE. Partigiani v. disegni politici Partigiani vedi Disegni politici Partito Liberale Italiano facendo parte del governo al momento del referendum (v) del 1946, rientr fra i colpiti degli strali di Tono, soprattutto in funzione del fatto che pur essendo stati i liberali scomunicati dalla Chiesa di Roma allinizio del secolo, in questa occasione si trovavano a fianco della Chiesa. Pechino capitale della Cina (v), fu visitata da Tono nel 1956 ed oggetto di molti lavori (vedi Paesaggio). Pera Gibba v. Gibbo Perù regale o reale un modo di dire per indicare un elevato valore di un oggetto era "vale un Perù", per i tesori che quel paese necessariamente aveva nella fantasia popolare. È un detto che si ritrova in alcuni fogli del ciclo del Gibbo (v). Petronio Arbitro scrittore romano autore del Satyricon (v) ; molti studiosi identificano Petronio A. con Gaio Petronio arbiter elegantiarum, il nobile romano epicureo di cui narra Tacito, uccisosi il 66 d.C. per ordine di Nerone. Picasso, Pablo Tono ha conosciuto Picasso, molto probabilmente, durante il primo viaggio a Parigi (v) nel 1937, in occasione dellEsposizione Universale e della prima esposizione al pubblico di GUERNICA. Successivamente il rapporto è stato nel tempo mantenuto fino al 1971, come documentato presso lArchivio Storico Tono Zancanaro da alcune dediche. Piccioni, Attilio (1892 1976) avvocato, aderente alla Democrazia Cristiana (v), ne fu il segretario politico nel 1946, al momento del referendum (v), per questo motivo Tono lo colloca fra i personaggi del ciclo dei Demopretoni (v), sottolineando ironicamente il richiamo del cognome del noto personaggio con luccello. Pieve, via della una delle strade di Padova (v) frequentemente disegnata da Tono. È conosciuta anche come Via Piove. Pio Pio Presidente vedi De Gasperi, Alcide Pio Presidente vedi De Gasperi, Alcide Pio XII Pio fu il nome di dodci papi, il dodicesimo fu Eugenio Pacelli (1876 1958), già nunzio apostolico a Monaco ed a Berlino. Estremamente conservatore, nel 1946 aveva scomunicato gli aderenti al Partito Comunista ed al Partito Socialista, nello stesso anno nel momento del referendum (v) diede indicazioni ai religiosi, ed in particolare alle suore (v) di andare a votare anche con "abiti civili" (v). Per questi motivi Tono lo pone fra i personaggi principali del ciclo di disegni dei Demopretoni (v). Pionieri designazione dei giovanissimi comunisti in tutti i paesi comunisti, aderenti in Italia allAPI (Associazioni Pionieri Italiani). Con questo termine Tono indica non soltanto i giovani figli della Cina (v), ma anche i bambini di Comacchio (v) ed i figli delle mondine (v) di Roncoferraro (v) e Barbassolo (v), e ancora più genericamente molti figli di compagni e amici cui Tono faceva il ritratto. Piove, via altro nome con cui è conosciuta Via della Pieve (v) a Padova Polesine Nell'inverno 1951-52 il Po rompe gli argini nella bassa padana, località come Occhiobello sono sommerse dall'acqua, sono giorni tremendi, e Tono si reca sul luogo sia per portare aiuto, sia per testimoniare la portata sociale della catastrofe. Nascono una serie di carboncini, tutti realizzati in loco, dai quali traspare la portata dell'evento, e le sue conseguenze: case che si riflettono nell'acqua, famiglie sui tetti in attesa della barca che li porterà in salvo, animali che nuotano disperati in cerca di un sostegno che non troveranno. Se dai lavori dedicati al realismo sociale, al lavoro delle mondine, era evidente l'impegno politico di Tono, da questi fogli più che da altri traspare la sua umanità, il suo bisogno di essere, come spesso amava affermare "magari l'ultimo anello della catena che io chiamo umana". Poppea il personaggio femminile, stilisticamente affine alla Foscariana (v), con la quale è spesso confusa, nasce dalla
realizzazione delle scene e dei costumi per lopera "Lincoronazione di
Poppea" di Claudio Monteverdi, per la regia di Sylvano Bussotti
(v), realizzate inizialmente per il Teatro Comunale di Treviso. Di impianto bizantino per
la ricchezza del disegno, Poppea ha spesso nei disegni lappellativo di "Teucra Imperatrice" (v), derivante dallorigine divina della
sua bellezza. Pra della Valle il soggetto padovano certo più disegnato da Tono, dove amava dare libero sfogo alla sua fantasia, e dove incontrava i personaggi che gli erano cari: i derelitti, i pensionati, i soldati in libera uscita, la gente del popolo, e le statue del Pra, con le quali si intratteneva di notte a parlare, raccogliendone le confifdenze. Vedi Padova. Prato dello Strozzino località vicino a Firenze (v), dove Tono si recava a volte con la sorella Ines ed i nipotini Renzo e Silvano. vedi Paesaggio Presidente vedi De Gasperi, Alcide Protogibbo v. Gibbo Prova teologica v. voto obbligatorio Punta Nord v. Cesenatico Quaderni di viaggio Durante i suoi numerosi spostamenti con ogni mezzo di trasporto, principalmente il treno prima e lautomobile poi, Tono aveva labitudine di disegnare continuamente, sia per fissare, in una sorta di diario di viaggio, immagini e pensieri del momento, sia per mantenere la mano e la mente in esercizio. Era, infatti, solito dire che la mano "ricordava" il movimento, ed allora in viaggio, così come il pianista si porta appresso la tastiera muta per lesercizio delle dita, lartista doveva portarsi dietro il materiale per permettere alla mano di ricordare il movimento appreso per la realizzazione di una particolare forma, qualunque essa fosse dal Gibbo (v) alla Levana (v), dai carusi (v) alle foscariane (v), ecc. Sono conservati presso lArchivio Storico Tono Zancanaro varie decine di questi quaderni, dai primi piccoli block-notes a spirale dove schizzava visioni di Padova (v) e dei suoi abitanti, pronto a cogliere lattimo fuggente, agli ultimi elaborati quaderni che si faceva preparare appositamente, con formati e coloie da lui stesso selezionati. Quartilla, madama personaggio del Satyricon (v) di Petronio Arbitro (v). Madaama Quartilla descritta "con volto severo", dona a Gitone (v) la verginità della giovanissima Pannichina esclamando "Che Giunone mi castighi se ricordo dessere stata mai vergine!". quartilliche donzelle vedi quartilliche, madame quartilliche, madame sono da Tono inserite nel suo ciclo di disegni sul Satyricon (v) di Petronio Arbitro (v), in qualità di figlie darte di Madama Quartilla (v), nel racconto originale sono definite baccanti. Quattro mani, a si tratta di una serie di sette partiture
di Sylvano Bussotti (v) disegnate da Tono per la
BUSSOTTIOPERABALLET 1977, in occasione della pubblicazione di un divertimento dal titolo
AUTOTONO, poi andato in scena presso il Teatro Comunale di Treviso in occasione
dellAutunno Musicale Trevigiano del 1979. Lopera, dal titolo "7+7 fogli a
4 mani / bianco e nero per una vita dartista (come concerto di danza in scena)"
è stata edita da Ricordi, Milano, 1978. Re vedi Vittorio Emanuele III Reali Carabinieri vedi Carabinieri Realismo oltre che nella satira politica limpegno politico di Tono si manifesta inoltre attraverso il suo impegno diretto verso il mondo del lavoro e linteresse per il relativo ambiente. In occasione della drammatica esperienza dellalluvione dellinverno 1951, ad esempio, si reca in Polesine. Anche se Tono condivide a suo modo una cultura di "partito" con creazioni a soggetto come nel caso dei ritratti con sfondi di bandiere rosse nelle raffigurazioni delle mondine (v) di Roncoferraro (v) o di Barbassolo (v) non vi è nulla di volontaristico o programmato, ma si tratta semplicemente del naturale proseguo delle fasi precedenti, particolarmente sotto il profilo politico. Nei ritratti di questo periodo, forse in misura maggiore per le raffigurazioni dei "banditi" o "pionieri" di Comacchio (v), ritorna luso della macchia scura che era stato tralasciata dopo il perido rosaiano. Referendum del 1946, fu quello che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Una delle motivazioni principali addotte dai monarchici a difesa della propria ragione politica era quella della paura del cosiddetto "salto nel buio" . Lappoggio che la Chiesa aveva sempre dato alla casa Savoia, la mancanza di una dichiarazione esplicita da parte della Democrazia Cristiana (v), e le posizioni fortemente clericali di questultima, hanno fatto nascere in Tono lidea del ciclo di disegni dedicato ai Demopretoni (v), logico proseguimento formale e tematico del ciclo del Gibbo (v). religiose in abiti civili vedi suore e vedi abiti civili religiose vedi suore Remo Crì Crì vedi Democrazia Cristiana Roma è certo, fra i paesaggi (v) urbani, la seconda città
nel cuore di Tono dopo Padova (v). A Roma si reca innumerevoli volte, vi soggiorna per
lunghi periodi facendosi prima ospitare presso amici, e quindi prendendo in affitto dei
locali prima in Largo Cairoli, e successivamente, con il nipote Sylvano Bussotti (v), al
Portico dOttavia. Certo anche Roma ha dei luoghi che sono particolarmente vicini al
cuore di Tono, quali il Campidoglio, Piazza di Spagna, Palazzo Farnese, Campo de
Fiori. Ma fra tutti spunta, per quantità di materiale prodotto, Piazza Navona, che è
paragonabile a Prato della Valle (v) come luogo magico di incontri non solo per innamorati
e soldati in libera uscita, ma per elfi e maghi, dove passare lunghissimi istanti notturni
a contemplare la Fontana dei Fiumi, o a parlare con amici e compagni, primo fra tutti
Gianpaolo Berto (v). Roma e Padova (v) sono indissolubili nel cuore di Tono, al punto che
in molti lavori su Piazza Navona compare, di solito in alto a destra (ma non sempre) una
visione di Prato della Valle, e la basilica di Santa Giustina (v) si inserisce magicamente
nel perimetro della piazza, e gli alberi del Pra spuntano fra le fontane. Vicino a
Piazza Navona esiste anche una piccola piazzetta, chiamata Piazza delle 5
Lune: da questo nome, racconta Tono, nasce lidea di mettere non un solo Sole od
una sola Luna nei suoi lavori, ma se esisteva una piazza che ne poteva contenere cinque,
perché lui non poteva metterne almeno tre o quattro? O anche sette od otto? Così nascono
attorno alle Brunalba (v), alle Levane (v), alle Leopardiane (v) corone di Lune nascenti e
calanti, o piene, che a volte spuntano dietro le teste trasformando le immagini femminili
in altrettante Brunilde. Roncoferraro comune in provincia di Mantova, dove Tono si recava, con la qualifica di delegato sindacale, per studiare la vita delle mondine, e realizzare il relativo ciclo di disegni. Vedi la voce realismo. Rosai, Ottone (1895 1957) pittore; aderì dapprima al
futurismo per volgersi poi ad un vigoroso realismo di gusto popolaresco, illustrando scene
di strada e paesaggi toscani. Tono conosce Rosai a Firenze nei primi anni 30, mentre
frequenta la casa della sorella Ines, andata sposa a Gino Bussotti. Da Rosai Tono affermò
sempre di "aver ricevuto la prima ed unica lezione sulla natura dellarte",
riconoscendolo come suo unico maestro, e di Rosai aveva una fotografia nello studio. E
limpronta rosaiana è fortemente presente in tutti i lavori degli anni 30,
dove i suoi soggetti preferiti sono gli emarginati, i pensionati, i soldati in libera
uscita nel Pra della Valle (v), o i solitari frequentatori dellavanspettacolo.
Anche nei molti ritratti ed autoritratti di questo periodo limpronta rosaiana, dai
toni cupi, è fortemente presente. Rubinato, Giorgio medico, umanista, profondo conoscitore del mondo classico, fu per Tono molto più di una guida. Fin dagli inizi Rubinato intuì le potenzialità del giovane, e lo indirizzò verso letture adeguate, spingendolo anche nella ricerca di tecniche nuove, al fine di trovare la strada più appropriata. Seguì Tono anche da medico dallAfrica Orientale Italiana, e trovò il modo di evitargli il servizio militare quando, nel 1939, Tono fu richiamato nel Genio Ferrovieri. Previde il cammino artistico di Tono nelle sue numerose lettere, dal periodo rosaiano (v. Rosai, Ottone) alla nascita della linea pura ed allaffermazione nel campo dellincisione. Morì suicida nel 1965, lasciando in Tono un vuoto non più riempito. S. Eufemia, via la strada di Padova (v) che, con i suoi sottoportici, come numero di raffigurazioni, è seconda solo al Prato della Valle S. Giustina chiesa in Prato della Valle (v) a Padova (v), raffigurata in quasi tutti le opere dedicate alla piazza. Caratteristica principale dei disegni è la moltitudine di angeli, brabdenti croci come spade, che danzano sulle cupole della chiesa, amnmonendo o benedicendo il popolo che vive nel Pra. Satyricon romanzo di avventure scritte da Petronio
Arbitro (v), giunto fino a noi in forma molto frammentaria: descrive la corrotta vita
delletà imperiale; tra i vari episodi, sempre narrati in prima persona dal giovane
protagonista Encolpio (v), è celebre quello della cena di Trimalcione (v). Il ciclo di
disegni dedicati al Satyricon, stilisticamente molto simili a quelli della Levana (v) con
i quali coincidono come periodo di esecuzione (1946 - 1949), sono però molto più
espliciti nella loro rappresentazione erotica, viene lasciata infatti poca libertà alla
fantasia interpretativa, come nel caso del "Gitone Encolpiato" o della
"Sagra satyriconica", mentre la celebre cena offerta da Trimalcione viene
interpretata come un "Baccanale Quartillico", rallegrato dalla partecipazione
delle "madame o donzelle quartilliche". scarpe ortopediche tornate di moda alla fine degli anni 90, servivano ad aumentare artificialmente laltezza delle donne italiane del secondo dopoguerra, quindi costituivano un falso, ed è lo stesso falso che si ritrova in alcuni personaggi sia del ciclo del Gibbo (v) sia del ciclo dei Demopretoni (v), particolarmente nelle "Gibboncine" (v), ma non solo. Scenografie vedi opere liriche Schuster, Ildefonso (1880 1954) benedettino, dal 1929 arcivescovo di Milano e cardinale, ebbe parte nella trattativa di resa dei fascisti al C.L.N.A.I., fu studioso di liturgia. Tono lo pone nel ciclo di disegni dei Demopretoni (v) per il suo conservatorismo, e per la posizione presa in occasione del referendum (v) del 1946. Sciangai importante città della Cina (v), fu visitata da Tono nel 1956 ed oggetto di molti lavori. Selinuntee ciclo di disegni che in parte segue la serie "A quattro mani" (v), caratterizzati dalla collaborazione con Sylvano Bussotti (v) per quanto riguarda la presenza nel foglio di frammenti di musica dodecafonica. La figura femminile principale è una elaborazione fra le immagini di Brunalba (v) e Luisa, ultima donna importante nella vita di Tono. Nei disegni sono presenti strumenti musicali, suonati da un complesso di Syrene: la "y" che sostituisce tutte le "i" nelle didascalia di Tono sono un omaggio al nipote Sylvano Bussotti, che la aveva inserita nel suo nome. La presenza nel foglio di frammenti dei templi greci di Selinunte spiega lorigine del titolo del ciclo. Sicilia profondo è il legame di Tono con il meridione in generale, e la Sicilia in particolare, fin dal primo viaggio fatto a Palermo con Eugenio Curiel nel 1938. Tono definì la Sicilia come "la mia terra dantica origine", e la frequentò assiduamente, con particolare interesse per le zone archeologiche di Selinunte, dove nasce il ciclo delle Selinuntee (v), e di Mozia. Stringe fraterna amicizia con personaggi come Vincenzo Tusa, Leonardo Sciascia, Antonino Uccello, Ignazio Buttitta. Dalla frequentazione dellisola nascono centinaia di fogli dedicati alle aree archeologiche, ma anche al clima sociale e politico. Particolarmente intenso è il rapporto con Capo dOrlando (v) ed i suoi carusi (v). Solagna località vicino a Mussolente (Bassano del Grappa Vicenza), dove la famiglia Zancanaro si recava per la villeggiatura estiva, e dove erano sfollati durante la guerra. Vedi Paesaggio. sora Zì Gnazia vedi Democrazia Cristiana Specola lOsservatorio Astronomico di Padova (v), soggetto di alcune opere dedicate alla città natale. Statue del Pra v. Padova. Suore sono viste da Tono come vittime della potenza della Chiesa, e obbligate a sottostare al "voto obbligatorio" (v) in "abito civile" (v), per non essere riconosciute e quindi per non far apparire esplicitamente lingerenza della Chiesa negli affari italiani. Per esempio nel referendum (v) del 1946, spesso e volentieri "insusterrate" (v) o "ingemellonate"(v); raramente coincidono con le "Gibboncine" (v). Tempio dei 500 Budda della corsa del tigre tempio scavato nella roccia, con altorilievi del Buddha. Tono ricavò dai soggetti dei frottage di notevole interesse estetico e politico. Vedi Cina Teucra appellativo conferito a Poppea (v), da Teucro, eroe eponimo dei teucri (troiani), figlio dello Scamandro. The Angel vedi Angelo Trifena personaggio del Satyricon (v) di Petronio Arbitro (v), che così la descrive :"Fra tutte le donne spiccava per la sua bellezza Trifena". Innamorata di Gitone, ne è da questi ricambiata. Trimalcione personaggio del Satiyricon (v) di Petronio Arbitro (v), reso famoso per la descrizione fatta di una sua cena, da Tono liberamente interpretata. Umberto II, principe di Savoia (1904 1983) primogenito di Vittorio Emanuele III (v), fu Re dItalia per abdicazione del padre dal 9 Maggio al 12 Giugno 1946, quando fu dichiarata la Repubblica grazie al referendum (v), e quindi esule in Portogallo. Essendo stata la casa Savoia una dei principali responsabili dellavvento del fascismo, e non essendosi Umberto II mai esposto politicamente, Tono lo pone necessariamente fra i principali personaggi del ciclo di disegni dei Demopretoni (con vari nomignoli, i più comuni dei quali sono Berto Lana, o Bertolana per la facilità con cui la lana si ingarbuglia Bertin Lana come vezzeggiativo) e proprio a causa della mancanza di decisione lo disegna sempre con la "faccia di culo". Venete, ville v. Paesaggio (ASTZ/7728) Venezia le caratteristiche uniche della città sono spesso colte da Tono nei suoi lavori, il paesaggio (v) dacqua la avvicina per certi versi ai luoghi delle mondine (v), e la presenza del porto commerciale offre allartista spunti anche per opere appartenenti allambito del realismo (v) di Tono. Non esistono per Venezia, a differenza delle altre città più care a Tono come Padova (v) e Roma (v) dei luoghi che ritornano di frequente, a parte forse la Punta della Salute. Ma è lacqua, il suo movimento continuo che la rende sempre diversa pur rimanendo uguale, che lo attira, e ad osservare lacqua, ovunque, Tono passa ore, prendendo continui appunti sui suoi quaderni di viaggio (v). Altro elemento caratteristico che lo avvince, ed al quale dedicherà molti studi e molte incisioni, sono le briccole. Ville Venete v. Paesaggio (ASTZ/7728) Vittorio Emanule III (1869 1947) re dItalia, il 28 Novembre 1922 chiamò al governo Benito Mussolini, appoggiò da allora la politica interna ed estera del fascismo, assistendo passivamente ai rovesci militari fino al 26 Luglio 1943 quando, approfittando del voto del Gran Consiglio del Fascismo contrario a Mussolini, lo fece arrestare e lo sostituì con il maresciallo Badoglio. Dopo larmistizio, di cui aveva patrocinato la firma, il 9 Settembre 1943 fuggì a Brindisi, al sicuro nel territorio controllato dagli alleati. Il 5 Giugno 1944 cedette al figlio Umberto II (v) la luogotenenza del Regno, si ritirò a Ravello (SA), e abdicò il 9 Maggio 1946. A causa delle sue responsabilità politiche è spesso presente sia nei disegni del ciclo del Gibbo (v) sia in quello dei Demopretoni (v), dove, data la sua bassa statura, viene quasi sempre raffigurato come un brutto nanerottolo, portato a spasso dai "grandi". Volena, Olga cassiera di un bar di Padova, Tono si innamora di lei il 7 Giugno 1933 (da qui la sigla scaramantica 76 (v) usata negli anni fra il 1933 ed il 1940, anno in cui viene eseguito lultimo ritratto noto, mentre il nome di Olga (o Volga) continuerà a comparire sui muri delle case diroccate (v) di Padova o nel cielo della città ancora per un anno. Si tratta anche del primo personaggio della lunga serie raffigurata da Tono, oltre alle donne della propria famiglia. Volga vedi Volena, Olga Voronofficata parola dalletimo sconosciuto, ma dal chiaro e penetrante significato come si può capire guardando il disegno dove la parola compare nella didascalia apposta da Tono (ASTZ/3589) voto obbligatorio la frase sottolinea lindicazione della Democrazia Cristiana (v) e del Vaticano, in questo caso più spesso viene definito "prova teologica", affinché tutti si recassero a votare per il referendum (v) del 1946. Nella visione onirico-erotica di Tono il "voto obbligatorio" prende di norma le caratteristiche di un grosso pene, a volte con una tiara diviene il "cuore" del "Pio Presidente" (v) (ASTZ/3993), altre volte, in base a definizioni dialettali, si munisce di un paio di ali pur mantenendo intatte tutte le sue caratteristiche o viene fornite in forma "ingemellonata" (v) ed ancora con forme e volumi diversi. |
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